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Sharing is caring

Una qualsiasi attività professionale basa il suo successo sulla reputazione che ne costituisce il biglietto da visita e rappresenta nell'immaginario collettivo la sua essenza.



Cosa pensano i clienti dei servizi espletati, quali vantaggi hanno ricavato utilizzandoli, qualità e convenienza sperimentate, sono lo strumento più concreto che permette ad un professionista di affermarsi sul mercato. È lo stesso cliente soddisfatto che, appunto perché ha trovato un professionista che ha risolto in modo brillante le richieste ricevute, funge da divulgatore della reputazione del professionista. Usualmente questa attività era svolta in modo spontaneo dal cliente, un po' con lo scopo di pavoneggiarsi con i suoi conoscenti, a volte con un vero spirito di condivisione, per suggerire all'amico una soluzione che per lui si era rivelata vincente. È importante rilevare che questa attività era fatta gratuitamente e su questo la rete e i suoi gestori hanno creato la loro fortuna, poiché la persona che condivideva l'informazione non aveva fino ad allora pensato che questa sua attività potesse essere monetizzata.


L'avvento delle tecnologie contemporanee e la mercificazione di ogni attività umana ha profondamente modificato anche i rapporti sociali in reale. La ricerca spasmodica del prezzo più conveniente e l'impreparazione dei professionisti nel saper divulgare le funzioni della loro figura nel processo produttivo, sono alla base di un livellamento verso il basso delle prestazioni e del conseguente abbassamento della qualità prestazionali ed estetiche degli oggetti progettati. Tutto ciò è legato anche ad una sempre maggiore delocalizzazione della produzione con conseguente impoverimento dei prestatori d'opera e alla concentrazione del valore dei prodotti più sull'informazione e sull'aspetto finanziario piuttosto che sugli oggetti in se.


La rieducazione al bello e funzionale è il nostro obiettivo che deve necessariamente passare dall'accettazione della contingenza attuale, facendo evolvere il flusso degli avvenimenti verso una riqualificazione che sia capace di dialogare con l'opinione pubblica, sfruttando i punti deboli del sistema.



Lo sfruttamento che la finanza ha fatto della tecnologia per governare le emozioni umane scindendole da chi le crea e le vive e monetizzandole a favore di terzi è il punto focale su cui si può agire anche nel campo dove opera MyArching, cioè la rivalutazione immobiliare. L'obiettivo è modificare il sistema e riappropriaci del nostro essere e del vero valore delle cose in un contesto ambientale armonico con al centro i singoli uomini e non il sistema che li governa.