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Ritorno alla famiglia

In questi giorni mi è capitato di conoscere una bella famiglia. Di quelle che nel secolo scorso erano ancora la normalità. Genitori che diventano, senza accorgersene, nonni, figli che non vorrebbero abbandonare il nucleo familiare originario e integrare ll loro nuovo in quello dei genitori. Si è sempre identificata questa organizzazione come famiglia patriarcale, anche se di fatto il motore trainante della famiglia è sempre stata la donna che ha l'intelligenza superiore di far credere al maschio, di essere il re, quando di fatto è lei che amalgama e guida le decisioni del gruppo familiare.



Orbene, sembra strano a dirsi, ma trovare oggigiorno un contenitore edile adatto ad una bella famiglia espansa diventa un'impresa temeraria, dovendo scontrarsi questa idea con la parcellizzazione delle unità abitative e la necessità di adeguare ad un nucleo numeroso, situazioni pensate per piccoli gruppi che non comunicano più fra loro.

Tra l'altro questa prerogativa di allargare l'orizzonte familiare si attua anche alle cosiddette "famiglie allargate". Quando i genitori si lasciano e si costituiscono nuove coppie, i figli rimangono comunque un patrimonio condiviso e da preservare e trovare spazi che permettano l'indipendenza di ogni nuova coppia, ma al contempo dispongano di aree comuni dove stemperare i dissapori pregressi, aiuterebbe a ricreare una armonica convivenza nel divenire dei rapporti umani che costituisce la vita di ognuno di noi.

Cerchiamo quindi di comprendere come questo antico modo di organizzarsi socialmente, possa riorganizzare gli spazi abitativi reinterpretando il passato in una ottica contemporanea.



I sotto nuclei: esigenza fondamentale per evitare che tensioni e incomprensioni facciano scoppiare dissidi fra i membri del "super gruppo" è necessario assicurare ad ogni coppia e ai loro figli una parte dell'immobile, privata e riservata. È quindi necessario avere una suite con bagno, zona letto, e spazio giorno, dove la coppia possa trovare l'intimità necessaria e trascorrere momenti di coppia che non si esauriscano nel letto ma si espandano in attività diurne come leggere, informarsi, rilassarsi e si possono svolgere in questo spazio privato multifunzionale, aperto anche ai figli, magari per vedere assieme un film o giocare con loro. L'ambiente dovrebbe quindi essere aperto alla luce e accogliente e intimo di notte. Per i bambini e i ragazzi più giovani, egualmente importante è lo spazio privato; la classica famiglia con due figli può avere dedicate a loro due camere e un bagno condiviso. Lo spazio comune del piccolo nucleo si può organizzare in un tinello con angolo cottura dove consumare i pasti veloci, la colazione o cenette intime. Questo spazio avrà accesso indipendente esterno e si collegherà agli spazi comuni della "superfamiglia" garantendone al tempo stesso la privacy.



Il locale dei capostirpe, può essere una grande suite con un piccolo tinello e angolo cottura dedicato dove consumare la colazione o un pasto veloce in modo riservato. la maggior parte della vita del nucleo originario si svolgerà n egli spazi comuni, dove figli e nipoti saranno i benvenuti e i nonni potranno gioire della loro presenza ed essere a disposizione per le esigenze comuni.

Il fulcro di questa abitazione è lo spazio condiviso fra i vari sottogruppi che non si esaurisce in un grande soggiorno e una grande sala da pranzo ma si integra con altre mille funzioni, come un piccola biblioteca comune, un piccolo spazio palestra e centro benessere, una sala per vedere film o serie televisive in compagnia e un'area gioco e divertimento a cavallo fra interno ed esterno.

Gli spazi soggiorno di ogni singola unità vengono condivisi e quindi possono specializzarsi e permettere utilizzi che altrimenti sarebbero impossibili all'interno di un unico appartamento.



Dal punto di vista della valutazione economica, questa "coabitazione" permette di risparmiare sia nell'investimento iniziale, sia per quanto attiene le spese di gestione e di vita.

Durante la fase di realizzazione si può pensare di realizzare in fasi il progetto, a seconda della esigenze mutevoli e mirando a contenere il budget e diluendo la spesa su più anni in modo da renderla sostenibile e adeguata alle esigenze della famiglia che cresce.

Se per esempio uno dei figli non è sposato si potrà pensare di finire per il momento solo la suite e lasciare indietro le finiture del resto dell'appartamento a lui dedicato, che si potranno intraprendere in un secondo momento, quando ve ne sarà la necessità reale.

Alla stessa maniera anche le spese per attrezzare la parte comune potranno essere adeguate e fatte crescere in sinergia con gli investimenti possibili. Ad esempio si può pensare che la sala dedicata al fitness si possa fare in un secondo momento.

I vantaggi nella gestione sono sia logistici: mai più spostamenti da una casa all'altra, sinergie nel raccogliere i figli a scuola, facilità di far giocare assieme i cugini e relegare il disordine ad una stanza a loro dedicata, avere un giardino ben curato a minor fatica ed in generale migliore gestione del tempo; sia di tipo economico, Si può avere un risparmio energetico importante, e grazie al tempo guadagnato dalle sinergie familiari è possibile organizzare attività redditizie. Una villa realizzata in questa maniera può anche essere messa parzialmente a reddito con ottimi risultati con affitti brevi e trattamenti B&B destinando un 'ala della casa all'accoglienza quando uno dei figli non dovesse più abitare perché magari trasferito in un altro luogo per motivi di lavoro.

La casa familiare patriarcale ha quindi una funzione sociale ed economica da rivalutare e può costituire una ottima risposta anche per famiglie alternative offrendo integrazione sociale e attività e benefici che il singolo appartamento non potrà mai fornire.

Può essere ricavata da ristrutturazioni di antichi casali e integrata con nuove costruzioni. Dove giardino e natura diventano di facile manutenzione, la pulizia efficiente, il cucinare un piacere da condividere.



La famiglia, qualunque essa sia, mette in evidenza le caratteristiche migliori del genere umano, a patto che il contenitore dove si esplicano i rapporti non obblighi ad una convivenza e condivisione di abitudini e stili di vita forzati e invadenti. Condivisione e rispetto degli spazi privati, questo il giusto mix per poter dire: "Ben tornata famiglia!"

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