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Biopiscine Vs Piscine tradizionali

Negli ultimi anni sta prendendo piede in Italia il fenomeno delle bio piscine, o piscine naturali, che si stanno affiancando alle piscine di tipo tradizionale.

Ma esattamente in cosa consistono queste piscine? quali pregi hanno e quali limiti rispetto a quelle a cui il grande pubblico è abituato?

In questo articolo cercheremo di definire alcuni concetti basilari a riguardo e di fare un raffronto delle principale caratteristiche e problematiche.



In primo luogo cerchiamo di dare una definizione della piscina naturale che ci dia un primo input e che ci aiuti a meglio comprenderne l’aspetto ed il funzionamento.

La biopiscina è una struttura che consenta la balneazione umana, nella quale sono assenti i tradizionali sistemi di filtraggio meccanico (pompe e filtri) e di disinfezione chimica antibatterica (cloro), sostituiti da un sistema di fitodepurazione, ovvero da un complesso di piante acquatiche, capaci di filtrare l’acqua stessa e di nutrirsi dei batteri in essa contenuti, derivanti dal contatto con l’ambiente ed i corpi che in essa possono immergersi (non ultimi i corpi dei bagnanti)

La bio piscina infatti, almeno abitualmente, ha un aspetto naturale, simile esteticamente a quello che avrebbe uno stagno.

Una ampia parte di tale “stagno”, più ampia e profonda è destinata alla balneazione, mentre una parte, più ridotta dimensionalmente e meno profonda, è destinata ad alloggiare le piante che operano il filtraggio, e non è pertanto utilizzabile per la balneazione.

Quali sono quindi i vantaggi offerti da questa soluzione ?

Il primo, come già accennato, è correlato all'assenza di sistemi di filtraggio meccanico che si traduce in minori costi di realizzazione, e di additivi chimici.

Il secondo vantaggio è dato dalla conformazione della piscina stessa, non più realizzata a partire da una scatola muraria in calcestruzzo armato, ma strutturata su “curve di livello” come un laghetto.

In buona sostanza per realizzare una biopiscina si procede a realizzare uno scavo, non con una forma a parallelepipedo ma con profondità progressiva.

Questo non solo garantisce a committente e progettista una totale libertà espressiva (le forme naturalmente curve possono alternarsi a porzioni rettilinee, sfiori, elementi rocciosi, sculture, aree piantumate), ma consente di realizzare strutture molto più leggere ed economiche.